La Finanza a favore della Transizione Energetica
La Finanza Climatica: strumento chiave per un futuro sostenibile
La transizione energetica, ovvero il passaggio da fonti di energia primarie di natura fossile a fonti rinnovabili, abbinato ad una riduzione degli sprechi nei consumi, è uno dei pilastri fondamentali per la lotta ai cambiamenti climatici. Si tratta di un’azione di “ mitigazione” che richiede tuttavia investimenti massicci.
Ogni qualvolta si deve “fare un investimento” vi è bisogno di risorse finanziarie, e per questo motivo oggi si parla di “Finanza Climatica”, ovvero di quelle disponibilità monetarie che vengono messe a disposizione di tutte quelle iniziative e progetti il cui scopo è far sì che le attività umane, economiche e sociali, possano essere svolte nel rispetto degli equilibri naturali ed all’interno di equilibri naturali che cambiano (mitigazione ed adattamento). Come il clima, il principale indicatore delle dinamiche energetiche che caratterizzano il nostro pianeta.
Il ruolo della finanza climatica nella transizione energetica
La Finanza Climatica a favore della transizione energetica (dei sistemi di produzione e di consumo) ha dunque il principale scopo di supportare e accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Le risorse finanziarie destinate all’energia pulita non solo aiutano a ridurre le emissioni, ma sono anche una risposta diretta agli impatti del cambiamento climatico. Gli investimenti in tecnologie pulite, infrastrutture sostenibili e pratiche agricole innovative permettono di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e promuovere uno sviluppo economico duraturo.
Le risorse necessarie per gli obiettivi di Parigi
Nel 2015, i famosi Accordi di Parigi hanno definitivo dei precisi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 a vari “cancelli temporali” il primo dei quali è al 2030. Tutti assieme puntano a limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C. Il volume di investimenti necessario, abbiamo detto, è significativo: secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), saranno necessari circa 4.000 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per finanziare la transizione energetica e dovranno essere principalmente destinati a infrastrutture sostenibili, tecnologie pulite e l’espansione delle energie rinnovabili.
È di queste ultime ore l’intervento di uno dei più famosi personaggi della finanza mondiale al World Economic Forum, Ray Dalio, in cui ci ricorda che al di là delle cifre (dal WEF stimate i 3.000 miliardi di dollari all’anno fino al 2050) quella nella transizione energetica – e sostenibile – è un investimento, ingente, ma probabilmente meno pesante di quanto saranno i catastrofici costi legati all’inazione a cui ci stiamo abituando.
La domanda che tutti si pongono non è solo chi “deve” finanziare la transizione, ma anche solamente chi “può” farlo, per disponibilità ed in maniera ordinata ed efficiente nell’allocazione dei capitali, remunerando investitori e tutelando i vari portatori di interesse coinvolti (imprese, comunità, associazioni).
Oggi, infatti, nonostante l’aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili, il divario tra le risorse attualmente disponibili e quelle necessarie per raggiungere gli obiettivi di Parigi è ancora notevole. È fondamentale infatti, che governi, aziende e privati collaborino per mobilitare ulteriori risorse finanziarie. La risposta è una sola, dunque, una chiamata generale alla finanza privata, ai capitali privati che possono essere “inclusi” ed opportunamente remunerati.
La finanza climatica nel settore energetico
Secondo il Rapporto Ener2Crowd sulla Finanza Energetica 2024, gli investimenti globali in energie fossili sono scesi da 1.400 miliardi di dollari nel 2015 a 900 miliardi nel 2023, mentre quelli nelle energie rinnovabili sono più che raddoppiati, superando i 2.100 miliardi nello stesso periodo. Questo segna un importante progresso verso la decarbonizzazione e la transizione verso un’economia energetica pulita.
Il solare fotovoltaico emerge come la tecnologia leader nella transizione energetica, con 480 miliardi di dollari di investimenti nel 2023 e una proiezione che prevede di superare i 500 miliardi nel 2024. La particolarità degli investimenti in energie rinnovabili è che, a differenza del settore fossile, il 50% degli investimenti nel settore “clean” proviene da privati. Questo evidenzia come la finanza personale e il coinvolgimento diretto dei cittadini abbiano un ruolo crescente nella lotta ai cambiamenti climatici.
Lo scenario italiano: progressi e sfide
L’Italia sta facendo progressi importanti nell’ambito delle rinnovabili, con una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che ha raggiunto il 43,8% nel primo semestre del 2024, superando la produzione da fonti fossili grazie soprattutto all’aumento dell’energia idroelettrica, favorita dalle abbondanti precipitazioni primaverili. Tuttavia, nonostante questo passo avanti, il Paese è ancora lontano dal raggiungere l’obiettivo del 70% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030.
La sfida maggiore rimane quella di accelerare gli investimenti in progetti di energia pulita, rimuovendo le barriere burocratiche e favorendo una maggiore partecipazione del settore privato e delle istituzioni finanziarie nella transizione energetica. Le piattaforme di crowdinvesting (o crowdfunding) green, come Ener2Crowd, stanno già svolgendo un ruolo importante, permettendo ai cittadini di investire direttamente in progetti di energia rinnovabile, ottenendo allo stesso tempo rendimenti finanziari e contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici.
La formula è molto semplice: la generazione e la condivisione di un doppio beneficio: economico ed ambientale. Il tutto basato su dinamiche di accesso democratico, trasparenza su costi e rischi, equa redistribuzione dei benefici.
La Finanza Alternativa Green: Ener2Crowd una piattaforma per l’inclusione finanziaria e l’azione climatica
Ener2Crowd è la piattaforma ed app n.1 in Italia per gli investimenti sostenibili, in cui è possibile investire in modo trasparente e diretto in progetti che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2, secondo l’8° Report sul mondo del Crowdinvesting in Italia, redatto ogni anno dal PoLiMi (Politecnico di Milano).
Ad oggi, ha raccolto oltre 30 milioni di euro per il finanziamento di 142 progetti green, dando la possibilità ai cittadini di partecipare attivamente alla transizione energetica, e nel 2024 circa il 50% di tutti i finanziamenti digitali alle imprese (al di fuori del contesto immobiliare) sono stati erogati proprio da Ener2Crowd per progetti ESG centered.
Ener2Crowd non solo supporta la crescita delle energie rinnovabili, ma facilita anche un cambiamento culturale verso una maggiore consapevolezza dell’importanza della finanza sostenibile.
Il contributo dei privati fondamentale per rendere possibile questo cambiamento: basti pensare che in Italia servono circa 450mld di euro di investimento al 2030, ma che in realtà circa 1.600mld di euro sono parcheggiati in forma liquida sui conti corrente dei cittadini, in maniera improduttiva.
Ognuno di noi può fare la propria parte, investendo in progetti che non solo generano rendimenti molto più alti della media di mercato, con un profilo di rischio più basso delle tradizionali attività, ma che accelerano anche il passaggio verso un futuro energetico più sostenibile.
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