Le comunità energetiche in Italia
Il modello della comunità energetica è uno dei pochi che potrà veramente aiutare una piena transizione energetica alle energie rinnovabili in modo capillare. Vediamo insieme cosa sono le comunità energetiche e il loro sviluppo nel territorio italiano.
Cosa sono le comunità energetiche
Le comunità energetiche sono associazioni di cittadini, attività commerciali, autorità locali che si dotano di impianti di energie rinnovabili (eolico, micro-eolico, solare, micro-idroelettrico, etc) raggruppate in un unico luogo, per la produzione e l’autoconsumo di energia. Insomma, un’offerta locale per soddisfare una domanda locale.
In Italia è stato dato il via libera alla creazione di comunità energetiche dal Decreto Milleproroghe, grazie al quale ci si potrà dotare di impianti condivisi con una potenza complessiva inferiore a 200 kW per la produzione di energia, il suo consumo immediato o lo stoccaggio in sistemi di accumulo.
I vantaggi delle comunità energetiche
Gli iscritti alla comunità ottengono benefici che non costituiscono reddito dal punto di vista fiscale. Si tratta di circa 169 €/MWh per almeno 20 anni, con un ritorno dell’investimento stimato in pochi anni. Le tariffe per lo scambio dell’energia prodotta vengono individuate dall’ente apposito, il GSE.
I benefici prodotto:
- Ridurre le perdite di energia nella trasmissione e distribuzione;
- Aumentare l’efficienza di consegna rispetto ad una rete centralizzata;
- Servire anche zone rurali remote;
- Avere un bilancio energetico positivo, con la generazione di un profitto dovuto alla generazione dell’energia;
- Evitare la produzione di energia da fonti fossili;
- Risparmio sulla bolletta e guadagno sull’energia prodotta.
Un rapporto di Guidehouse Insights del 2000 prevede l’avviamento di 6.610 progetti e l’espansione del mercato delle microreti da 8,1 a 39,4 miliardi di $ entro il 2028.
Inoltre, con una penetrazione del 5% delle 500mila comunità energetiche potenziali in Italia, si potrebbe avere un beneficio economico complessivo di 2 miliardi di euro l’anno con un risparmio di 3,6 milioni di tonnellate di CO2 (fonte: The European House Ambrosetti).
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Ci sono molti esempi europei e italiani di comunità energetiche (ad esempio a Friburgo, in Sardegna e in Veneto), ma vediamo più nel dettaglio come si sono sviluppate sul territorio italiano.
Sviluppo delle comunità energetiche in Italia
Nel rapporto “Comunità rinnovabili 2021” pubblicato da Legambiente questo maggio, le comunità energetiche indipendenti censite che si sono sviluppate sul territorio italiano sarebbero a quota 30: 2 comunità energetiche realizzate a Napoli e Magliano Alpi, 16 in progetto, 7 in movimento (ovvero ancora nelle primissime fasi preliminari che vedono coinvolti Comuni, imprese e cittadini).
Ma non solo, sono state raccolte molte esperienze di autoconsumo che non rientrano nel quadro normativo delle comunità energetiche come le esperienze del porto di Savona o nel Comune di Pinerolo.
Ad oggi sono 3.493 i Comuni 100% elettrici (ovvero, dove la produzione di energia rinnovabile copre e supera il fabbisogno delle famiglie residenti) e 40 i Comuni 100% rinnovabili (ovvero, dove il mix rinnovabile copre il fabbisogno sia energetico che termico delle famiglie residenti).
Gli oltre 1,1 milioni di impianti da fonti rinnovabili sono in grado di soddisfare il 37,6% dei consumi elettrici totali del Paese e il 19% dei consumi energetici complessivi. Ecco alcuni numeri sui comuni dotati di tecnologie per la produzione di energia rinnovabile:
- 7.832 Comuni con impianti fotovoltaici;
- 7.549 Comuni con impianti solari termici;
- 1.874 Comuni con impianti mini-idroelettrici;
- 1.056 Comuni con impianti eolici;
- 601 Comuni con impianti geotermici.
Il progetto Lightness
Rimane però un problema: portare lo sviluppo di queste tecnologie al suo pieno potenziale, per permettere di raggiungere gli obiettivi climatici. Non si tratta certo di una sfida semplice e da molti anni ci si sta mobilitando per eliminare le barriere all’ingresso e facilitare l’adozione di queste tecnologie.
Per queste motivazioni è nato il progetto di ricerca LIGHTNESS, interamente finanziato dalla commissione Europea, con lo schema Horizon 2020, con conclusione nel 2023.
L’obiettivo è consentire ai cittadini di generare, condividere e vendere energia rinnovabile, contribuendo così a rendere il settore energetico europeo più sostenibile e democratico con l’utilizzo delle Comunità Energetiche. Ener2Crowd fa parte di questo progetto insieme a molte altre società sparse in tutta Europa, cercando di promuovere metodi innovativi per aiutare la rivoluzione e transizione energetica.
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