Green Economy :
un’opportunità unica per il settore primarioIl concetto di Green Economy sta assumendo sempre maggiore importanza non solo per quel che riguarda il rinnovato interesse sulle questioni ambientali e i cambiamenti climatici, ma anche e soprattutto perché in futuro sarà la chiave della crescita occupazionale e dello sviluppo sostenibile del Paese.
Come ha rilevato un’indagine condotta da Coldiretti
in collaborazione con Ixe, presentata durante il recente forum che si è tenuto a Cernobbio riguardante il Green New Deal, il 59% degli italiani è convinto che dall’ambiente possano scaturire nuove e grandi opportunità nel mondo del lavoro e nell’industria in generale.
Come ha evidenziato Coldiretti, infatti,
le possibilità sono molteplici e così le vie da intraprendere: si parte naturalmente dal rilancio delle energie rinnovabili, alla sviluppo urbanistico ecocompatibile con riqualifiche e bonifiche, alla gestione circolare dei rifiuti e al ripensamento della produzione agricola nel rispetto dell’ambiente circostante.
In questo senso, l’Italia parte con un vantaggio rilevante,
essendo il paese con il maggior numero di giovani agricoltori (oltre 57mila imprese nel 2018, con una crescita del 4,1% rispetto al 2017) e il maggior numero di prodotti alimentari censiti (5155), 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg che ci pone in cima alla classifica mondiale della biodiversità oltre a riconoscerci come lo Stato più green di tutta Europa.
A migliorare la situazione in essere, gli stretti controlli di qualità e alcuni divieti, come quello della somministrazione di ormoni per il settore carne e degli ogm per le colture.
Partendo da questi presupposti, la Coldiretti prevede nel settore primario un potenziale occupazionale entro i prossimi 5 anni di 2 milioni di nuovi posti di lavoro,
dovuto anche alla nuova presa di coscienza della popolazione in costante crescita per quel che riguarda nuovi stili di consumo e priorità alla valorizzazione della territorialità.
Dal rapporto di Coldiretti, si stima che il 64% degli italiani è convinto che nei prossimi anni aumenterà la domanda di prodotti a km zero e il 40% si direbbe disposto a spendere il 10% per prodotti che non inquinano e il 24% disposto a spendere fino al 20% in più.
Parallelamente alla nascita di nuove aziende biologiche, spinte come dicevamo dai nuovi modelli di consumo, resta l’opera indispensabile degli agricoltori presenti sul territorio da tempo, che grazie al loro lavoro si occupano di mantenere la biodiversità, rafforzando lo sviluppo e la crescita di animali e piante in via di estinzione.
“Il successo dell’agricoltura italiana sta nella sostenibilità, nella straordinaria qualità con caratteri distintivi unici, una varietà e un’articolazione sul territorio che non hanno uguali al mondo”
queste le parole del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.
Viviamo in un Paese unico al mondo, dove l’ambiente è parte integrante della nostra storia, fatta di uomini e donne che da secoli preservano il nostro territorio e la nostra autenticità.
La strada per un futuro sostenibile non è una passeggiata, ma per l’Italia la discesa è più vicina.
Il concetto di Green Economy sta assumendo sempre maggiore importanza non solo per quel che riguarda il rinnovato interesse sulle questioni ambientali e i cambiamenti climatici, ma anche e soprattutto perché in futuro sarà la chiave della crescita occupazionale e dello sviluppo sostenibile del Paese.
Come ha rilevato un’indagine condotta da Coldiretti
le possibilità sono molteplici e così le vie da intraprendere: si parte naturalmente dal rilancio delle energie rinnovabili, alla sviluppo urbanistico ecocompatibile con riqualifiche e bonifiche, alla gestione circolare dei rifiuti e al ripensamento della produzione agricola nel rispetto dell’ambiente circostante.
In questo senso, l’Italia parte con un vantaggio rilevante,
essendo il paese con il maggior numero di giovani agricoltori (oltre 57mila imprese nel 2018, con una crescita del 4,1% rispetto al 2017) e il maggior numero di prodotti alimentari censiti (5155), 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg che ci pone in cima alla classifica mondiale della biodiversità oltre a riconoscerci come lo Stato più green di tutta Europa.
A migliorare la situazione in essere, gli stretti controlli di qualità e alcuni divieti, come quello della somministrazione di ormoni per il settore carne e degli ogm per le colture.
Partendo da questi presupposti, la Coldiretti prevede nel settore primario un potenziale occupazionale entro i prossimi 5 anni di 2 milioni di nuovi posti di lavoro,
dovuto anche alla nuova presa di coscienza della popolazione in costante crescita per quel che riguarda nuovi stili di consumo e priorità alla valorizzazione della territorialità.
Dal rapporto di Coldiretti, si stima che il 64% degli italiani è convinto che nei prossimi anni aumenterà la domanda di prodotti a km zero e il 40% si direbbe disposto a spendere il 10% per prodotti che non inquinano e il 24% disposto a spendere fino al 20% in più.
Parallelamente alla nascita di nuove aziende biologiche, spinte come dicevamo dai nuovi modelli di consumo, resta l’opera indispensabile degli agricoltori presenti sul territorio da tempo, che grazie al loro lavoro si occupano di mantenere la biodiversità, rafforzando lo sviluppo e la crescita di animali e piante in via di estinzione.
“Il successo dell’agricoltura italiana sta nella sostenibilità, nella straordinaria qualità con caratteri distintivi unici, una varietà e un’articolazione sul territorio che non hanno uguali al mondo”
queste le parole del Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.
Viviamo in un Paese unico al mondo, dove l’ambiente è parte integrante della nostra storia, fatta di uomini e donne che da secoli preservano il nostro territorio e la nostra autenticità.
La strada per un futuro sostenibile non è una passeggiata, ma per l’Italia la discesa è più vicina.
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