Le aziende italiane perdono tre euro di fatturato ogni euro di extra costo energetico sostenuto rispetto alla media dell’Unione Europea.
Il comparto produttivo italiano, PMI & GI, perde circa 27mld€ di fatturato all’anno a causa dei prezzi dell’energia più alta rispetto ai competitor Europei, ma basterebbero 25mld€ di investimenti diretti in efficienza energetica e rinnovabili per recuperare agevolmente il gap e farlo crescere del +1% all’anno.
Il comparto produttivo Italiano, le aziende, composto al 99,90% da PMI, paga un gap di competitività con il resto dell’Unione Europea dovuto a diversi aspetti tra i quali anche i costi dei vettori energetici, gas ed elettricità (+13,7% e +27,8% su media UE). Ed è in particolare in relazione a quest’ultima che si verificano i sovra-costi maggiori rappresentando, in media, circa il 68% della bolletta delle imprese manifatturiere.
Da un’analisi del GVF – GreenVestingForum “Forum della Finanza Alternativa Green”, emerge che la situazione non è equamente ripartita ed a pagare di più tale situazione sono proprio le PMI con una perdita di fatturato (F) pari al 76% della propria spesa energetica, ed una perdita di valore aggiunto (VA) pari al 36%, mentre nelle GI la perdita di fatturato varia tra il 6% ed il 26% della propria spesa energetica.
“Le PMI che rappresentano il 68% del fatturato delle imprese Italiane sono quelle maggiormente penalizzate a livello sistemico: sono costrette a pagare i costi non sostenuti da soggetti più energivori e sono quelle verso cui è più difficile orientare gli investimenti per migliorarne l’efficienza.” Commenta Giorgio Mottironi, Co-Founder di Ener2Crowd e Chief Analyst del GreenVestingForum.

Elaborazione GVF GreenVestingForum.it su dati ed elaborazioni ARERA 2019 e QNF n° 214 di Banca d’Italia.
La perdita totale del comparto è di circa 27mld€/anno (1% del fatturato totale delle imprese italiane), di cui 21mld€ nel segmento PMI e ben 11,2mld€ nel segmento delle Micro-Imprese dove la perdita in termini percentuali arriva a pesare per l’1,4% del totale.
A causa dell’extra costo energetico:
- Una micro-impresa che spende circa 4,3k€ di energia all’anno, perde 3k€ circa di fatturato e 1,5k€ di VA.
- Una piccola impresa che spende circa 66k€ di energia all’anno, perde 25k€ di fatturato e 13k€ di VA.
- Una media impresa che spende circa 700k€ di energia all’anno, perde 290k€ di fatturato e 146k€ di VA.
- Una grande impresa che spende circa 7M€ di energia all’anno, perde 1,7M€ di fatturato e 900k di VA.

*Nel segmento “LARGE” la perdita di fatturato varia dal 5,7% al 25% in virtù dell’ampia forbice di fatturato e consumi compresa. Elaborazioni GVF – GreenVestingForum.it
Grazie allo studio di ENEA dei dati pervenuti dalle “Diagnosi Energetiche Obbligatorie” (Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2019) è stato possibile calcolare che ogni € investito in soluzioni di riduzione dei consumi e/o efficientamento energetico sarebbe in grado di generare un risparmio diretto di costi energetici di 0,37€/anno (elaborazione GVF sulla base della bolletta energetica e dei dati di consumo nazionali).
Per recuperare l’Extra Costo Energetico totale del sistema imprese Italiano sarebbero dunque necessari circa 25mld€ di investimenti, i quali produrrebbero una conseguente crescita di VA complessivo di 16mld€ (+2,2% sul totale imprese Italia). Ciò significherebbe raddoppiare l’attuale volume di investimenti che riguarda il comparto energetico (circa 10mld€/anno), ed aumentare quelli nel campo dell’efficienza energetica di circa 25 volte.
“E’ un grande sforzo che oggi può però beneficiare di nuovi strumenti di diretto coinvolgimento della ricchezza privata, quella attenta al futuro del nostro pianeta, ed interessata a rendimenti superiori a quelli della finanza tradizionale: Ener2Crowd è stata creata per questo motivo, per coinvolgere in modo democratico le persone, vere protagoniste della transizione energetica.” Niccolò Sovico, CEO & Co-Founder di Ener2Crowd – www.ener2crowd.com.
Le soluzioni per ridurre i costi energetici a disposizione delle imprese possono variare: dalla generazioni distribuita da fonti rinnovabili, in grado di produrre risparmi per almeno il 20% sui costi di natura elettrica nelle PMI (tenendo presente del costo degli impianti), passando per interventi di “retrofitting” o “renewal” di impianti di produzione, con ROI del 25% annuo, fino a soluzioni di efficienza gestionale, software di monitoraggio e gestione automatica delle utenze in base alla necessità d’uso, che permettono di ottenere il 5% di risparmi sui costi energetici totali.
Per far arrivare direttamente queste risorse in modo rapido alle aziende Italiane oggi si può usare la soluzione dell’energy crowdfunding, ovvero la possibilità di richiedere direttamente ai privati un prestito per realizzare interventi che producano benefici economici ed ambientali nell’ambito della transizione energetica.
Lo strumento può essere utilizzato sia dalle società del settore dei servizi energetici come strumento “para bancario” al fianco di altre forme o canali, sia direttamente dalle imprese che debbano acquistare nuovi impianti o introdurre soluzioni più efficienti o alternative in grado di aumentarne la sostenibilità.
A guidare il settore di tali finanziamenti vi è Ener2Crowd, la prima piattaforma italiana di energy crowdfunding che, con una community di già 3.000 investitori, ha erogato nel 2020 1,6mln€ a favore di aziende pronte a ridurre i propri impatti ambientali e migliorare la propria competitività.
“Sappiamo che sempre più persone vogliono dare una veste ed un contenuto etico alle proprie scelte, anche quelle finanziarie. E quanto stiamo facendo dimostra che il fatto che la sostenibilità sia un maggior costo è in realtà un falso, perché con Ener2Crowd ognuno è in grado di produrre un maggior profitto nel breve termine e un’ambiente più sano e vivibile per il futuro”.
Gli obiettivi per il 2021 puntano a 24 raccolte per un totale di ulteriori 3mln€: un traguardo importante che può essere raggiunto grazie alla continua crescita di iscritti, persone che hanno scelto di impiegare i propri risparmi per costruire un futuro migliore, certamente, ma anche per garantirsi degli ottimi interessi nel presente dato che la natura dei progetti permette di ripagare in modo “sostenibile” fino al 6% di interesse lordo annuo. Interessi più che graditi dalle aziende che riescono a veder finanziare i progetti presentati in pochi giorni o ore.
Elaborazioni dati: GVF “GreenVestingForum”, Forum della Finanza Alternativa Green. Chief Analist: Giorgio Mottironi.
Fonti:
Banca di Italia, Quaderni di Economia & Finanza N214, “Spesa Energetica & Competitività delle Imprese Italia”.
ARERA, Prezzi Energia Elettrica 2019, elaborazione su dati Eurostat.
ENEA, Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2019.
European Union, 2019 SBA Fact Sheet, Italy.
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